Correre alla cieca non è la stessa cosa che chiudere gli occhi e correre

Di fronte alla crescente complessità del mondo e alla difficoltà di definire scenari e prevedere cambiamenti, la gestione strategica è complicata e costretta ad evolversi.

I vecchi paradigmi del primo mondo industriale non funzionano più perché la disruption è dietro l’angolo, qualunque sia il nostro settore.

Si può avere la sensazione di correre alla cieca su un tabellone di gioco che muta a velocità vertitonosa senza preavviso. E, in molti casi, è così. Che ne siamo consapevoli o no!

Pertanto, e anche se sembra paradossale, crediamo che sia tempo di chiudere gli occhi e correre.

Quando chiudiamo gli occhi eseguiamo un processo di introspezione che ci porta a una maggiore conoscenza di sé. Ci connettiamo con i nostri punti di forza, ci concentriamo sui nostri obiettivi e incanaliamo tutta la nostra energia verso di loro. Inoltre, affiniamo il resto dei sensi isolandoci da un’infoxication visiva che, nei momenti di caos, non ci fornisce alcuna informazione affidabile.

È tempo di approfondimenti intuitivi letti tra le righe a tutta velocità, per test e “fast fail”, per l’apprendimento e la reazione rapida.

Per quanto possa pesare su di noi analisti di mercato storici, ieri non è più un indizio affidabile per il domani. Le nostre capacità, oggettivamente quantificabili, lo sono di più. Concentriamoci su di loro per far ruotare il nostro modello di business agilmente e con garanzie basate sulle affascinanti realtà a cui siamo esposti.